Brevi cenni storici su
Alatri
Adagiata su di un colle, sulla cui sommità si staglia
l'imponente Acropoli, Alatri conserva ancor oggi il suo impianto
di origine medioevale con i suoi caratteristici vicoli e le
sue chiese, testimonianze preziose del suo passato ricco di
storia. In seguito, la città divenne uno dei centri motori
della Confederazione degli Ernici, opponendosi fieramente e
per lungo tempo alle mire espansionistiche della potenza romana.
Una volta sotto il dominio dell'Urbe, Alatri si ingrandì
grazie alle opere volute dal suo censore Lucio Betilieno Varo
che nel I secolo a. C. cambiò la fisionomia e l'assetto
del centro. Ben presto sede vescovile, Alatri legò nel
Medioevo le sue sorti a quelle della Chiesa ed ebbe nei Cardinali
Ugone e Gottifredo due personaggi illuminati e capaci di guidare
per mano la città verso una giusta crescita morale, politica
ed economica.
In tempi più vicini a noi, sono da menzionare le figure
di padre Luigi Pietrobono, noto dantista ed amico del Pascoli,
e del glottologo Luigi Ceci. |
Per
una visita della città |
Un
ideale visitatore dell'antica "Aletrium" inizierebbe il
suo giro partendo dall'armoniosa Piazza Santa Maria Maggiore, l'area
del Foro romano, dove si possono ammirare diversi monumenti di pregevole
interesse. Il principale è la Chiesa di Santa Maria Maggiore
(sec. XII), l'edificio sacro più importante della città,
esemplare compresenza di elementi romanici e gotici, nato sulle rovine
di un tempio dedicato a Venere. Colpiscono l'effetto scenico dello
stupendo rosone e, all'interno della chiesa, la solennità della
sua struttura,il gruppo della Madonna di Costantinopoli ed il Trittico
di Antonio da Alatri. Da
qui, salendo lungo Corso Vittorio Emanuele prima e Via Duomo poi,
dopo una sosta al complesso trecentesco di Palazzo Gottifredo Gottifredi
oggi sede del museo civico, si arriva all'Acropoli (sec. IV a. C.),
la cui espressione architettonica più alta si tocca nel tratto
che comprende la Porta Maggiore e lo spigolo detto "Pizzale".
Al centro dell'Acropoli si innalza la Cattedrale di San Paolo (sec.
X), restaurata nel corso del XVIII sec. e che custodisce gelosamente
l'Ostia Incarnata, un miracolo eucaristico avvenuto nel 1228, e le
spoglie e la statua di San Sisto I, Papa e martire, Patrono della
città.Scendiamo
da questa millenaria, affascinante opera dell'ingegno umano, non senza
aver gustato il panorama che da essa si apre, per giungere nel borgo
delle "Piagge", la cui quiete secolare è racchiusa
nella Chiesa di San Silvestro (sec. XI), abbellita da pregevoli affreschi
medievali.
Per chi vuol continuare la visita al di fuori delle mura, segnaliamo
la Chiesa della Maddalena (sec. XII) in direzione Frosinone, la Chiesa
delle XII Marie (sec. XIV) verso Fumone, il Protocenobio di San Sebastiano
(sec. VI) tra Alatri e Veroli. |