<< Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli, ma soltanto anni, provai un'ammirazione per la forza umana assai maggiore di quella che mi aveva ispirato la vista del Colosseo... una razza che potè costruire tali mura, doveva già possedere un'importante cultura e leggi ordinate>>
F. Gregorovius

Alatri è uno dei principali centri della Ciociaria e il terzo della provincia per popolazione; è un sito turistico noto soprattutto per l'acropoli preromana cinta da mura megalitiche, tuttora ben conservata, della quale la Porta Maggiore è il monumento più imponente. Di notevole interesse sono inoltre la chiesa romanico-gotica di Santa Maria Maggiore e la reliquia dell'Ostia Incarnata, conservata nella Cattedrale.
La città di Alatri sorge su una collina bigemina nel cuore della Ciociaria, alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale con l'Abruzzo.
Il vasto territorio alatrense, pianeggiante a sud e montagnoso o collinoso per la parte restante, comprende anche l'isola amministrativa di Pratelle, compresa tra il comune di Collepardo e quello abruzzese di Morino, dove si registra l'altitudine massima di 2.064 m s.l.m. (Monte Passeggio); da qui degrada fino al minimo di 175 m della piana di Tecchiena, comprendendo nella sua estensione gran parte del bacino del fiume Cosa, affluente del Sacco che scorre ad est del centro cittadino in direzione nord-sud.
L'abitato, in seguito allo sviluppo economico e sociale, si è esteso lungo alcune direttrici predominanti: verso la vallata settentrionale (Bitta, Colleprata, XII Marie) e nella zona collinosa occidentale (Civette, San Francesco di Fuori). Inoltre, separatamente dal centro urbano, hanno assunto una significativa estensione le frazioni di Tecchiena, Chiappitto, Monte San Marino, La Fiura, Mole Bisleti.
Urbanistica
Il centro storico di Alatri si sviluppa all'interno della cinta muraria e ricalca essenzialmente l'assetto urbanistico di epoca romana, sviluppatosi attorno all'acropoli. Nell'abitato si possono distinguere due aree:
la prima (rioni dal I al VI, vedi Rioni del centro), posta a nord dell'acropoli, si caratterizza per uno sviluppo regolare, con strade per lo più diritte e sufficientemente ampie, reso possibile dalla pendenza non eccessiva del colle su questo lato; è un'area da sempre destinata a funzioni monumentali e commerciali: qui, in epoca romana, era collocato il Foro, nello stesso luogo oggi occupato da piazza Santa Maria Maggiore che, contornata dai principali monumenti cittadini, mantiene a tutt'oggi la funzione di nodo urbanistico in cui si incrociano le principali vie del centro.
La seconda (rioni dal VII al IX), detta Piagge, si sviluppa sul versante meridionale del colle, più ripido: da tale conformazione deriva l'impianto urbanistico dall'area, con stretti vicoli in buona parte accessibili ai soli pedoni, e la sua funzione, di tipo quasi esclusivamente residenziale; il che ne fa una delle zone più caratteristiche del centro, apparendo quasi immutata dal medioevo.
Visita della città
Un
ideale visitatore dell'antica "Aletrium" inizierebbe il
suo giro partendo dall'armoniosa Piazza Santa Maria Maggiore, l'area
del Foro romano, dove si possono ammirare diversi monumenti di pregevole
interesse. Il principale è la Chiesa di Santa Maria Maggiore
(sec. XII), l'edificio sacro più importante della città,
esemplare compresenza di elementi romanici e gotici, nato sulle rovine
di un tempio dedicato a Venere. Colpiscono l'effetto scenico dello
stupendo rosone e, all'interno della chiesa, la solennità della
sua struttura,il gruppo della Madonna di Costantinopoli ed il Trittico
di Antonio da Alatri.Da
qui, salendo lungo Corso Vittorio Emanuele prima e Via Duomo poi,
dopo una sosta al complesso trecentesco di Palazzo Gottifredo Gottifredi
oggi sede del museo civico, si arriva all'Acropoli (sec. IV a. C.),
la cui espressione architettonica più alta si tocca nel tratto
che comprende la Porta Maggiore e lo spigolo detto "Pizzale".
Al centro dell'Acropoli si innalza la Cattedrale di San Paolo (sec.
X), restaurata nel corso del XVIII sec. e che custodisce gelosamente
l'Ostia Incarnata, un miracolo eucaristico avvenuto nel 1228, e le
spoglie e la statua di San Sisto I, Papa e martire, Patrono della
città.Scendiamo
da questa millenaria, affascinante opera dell'ingegno umano, non senza
aver gustato il panorama che da essa si apre, per giungere nel borgo
delle "Piagge", la cui quiete secolare è racchiusa
nella Chiesa di San Silvestro (sec. XI), abbellita da pregevoli affreschi
medievali.
Per chi vuol continuare la visita al di fuori delle mura, segnaliamo
la Chiesa della Maddalena (sec. XII) in direzione Frosinone, la Chiesa
delle XII Marie (sec. XIV) verso Fumone, il Protocenobio di San Sebastiano
(sec. VI) tra Alatri e Veroli.
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